Cos’è il Lean Thinking: Significato, definizione e applicazione nello studio dentistico

Lean Thinking studio dentistico

Il Lean Thinking, che deriva dall’inglese e vuol dire letteralmente “Pensare Snello”, è una strategia coniata nel settore dell’automotive e che ha preso piede in tanti ambiti differenti, tra cui anche quello sanitario ed odontoiatrico. Il suo obiettivo è quello di incrementare l’efficienza e di razionalizzare le risorse disponibili, eliminando gli sprechi.

Si tratta di una strategia operativa che, al suo interno, include sia le teorie organizzative sia gli aspetti pratici del lavoro da svolgere.

Come abbiamo avuto modo di ribadire anche in altre occasioni, lo studio dentistico, al giorno d’oggi, viene considerato un’azienda a tutti gli effetti.

E secondo la strategia del Lean Thinking per lo studio dentistico, l’intera attività del dentista è racchiusa in una visione che chiama in causa tutti i processi più importanti che vanno dalla progettazione fino alla gestione delle prenotazioni.

Tutti i processi necessari per lo svolgimento delle operazioni, che sono alla base della gestione di uno studio odontoiatrico, chiamano in causa anche l’organizzazione, la gestione contabile e la gestione della qualità, al fine di ottenere una riduzione delle risorse impiegate.

Lean Thinking studio odontoiatrico: i concetti e principi fondamentali

Il fine ultimo della strategia del Lean Thinking è quello di ridurre al massimo gli sprechi e di incrementare l’efficienza e la produttività dello studio dentistico. Questo modus operandi mette sempre al centro le esigenze del paziente-cliente.

Tale strategia si basa su alcuni concetti che devono essere presi in considerazione quando si opera nell’ambito di uno studio odontoiatrico.

Essi sono:

– Evitare gli sprechi generati solitamente da attività che prevedono un consumo di energie e di risorse finanziarie e materiali, senza che si crei un corrispondente valore, provocando così dei danni economici al titolare dello studio e, talvolta, anche al paziente.

– Mettere al centro il paziente. Qualunque attività venga svolta all’interno di uno studio odontoiatrico, deve sempre mettere al primo posto le esigenze dei pazienti, in modo tale da poter garantire dei servizi validi. Risulta indispensabile creare un rapporto dentista-paziente fondato sul rispetto dei bisogni del destinatario del trattamento clinico.

– La collaborazione delle persone. All’interno dello studio odontoiatrico opera un team di collaboratori che il titolare deve essere in grado di gestire nel migliore dei modi per raggiungere gli obiettivi prefissati.

– Bisogna sempre migliorarsi. Alla base di ogni azione posta in essere sia nell’area clinica sia nell’area dello studio dentistico, ci deve essere sempre l’intenzione di migliorarsi. Ogni componente del team, definendo degli obiettivi comuni, deve dare il proprio contributo per alimentare un processo di miglioramento che non si può e non si deve arrestare.

Inoltre, una strategia basata sul Lean Thinking per studio odontoiatrico deve prendere in considerazione questi principi basilari:

– Valore: anche se non è una cosa molto semplice da fare, il titolare dello studio odontoiatrico deve vestire i panni del suo paziente per comprendere quale sia, secondo il suo parere, il valore aggiunto del servizio che offre. Questa tecnica consente di comprendere quali sono le azioni necessarie per migliorare la propria offerta, ma anche di individuare le operazioni che vanno evitate per non arrecare dei danni alla propria attività professionale.

– Flusso. Si genera un flusso di risorse quando il dentista mette in atto una strategia di ottimizzazione dei tempi, eseguendo tutte le azioni che possano di continuo creare valore.

-Mappa. Il dentista, essendo il principale responsabile della gestione del suo studio, deve tracciare il flusso di valore, in modo tale da poter mettere in evidenza le azioni da evitare, in quanto nel tempo possono provocare degli sprechi. Tra gli sprechi più comuni, segnaliamo quelli che derivano dalla sovrapproduzione, dalle scorte di magazzino, nonché quelli legati al tempo o al trasporto oppure quelli che dipendono dai difetti o dai processi.

– Fare scorrere. Durante lo svolgimento delle azioni, bisogna anche lasciare scorrere il flusso tenendo conto di ciò che richiede il paziente.

– Perfezione. Malgrado ci si trovi in una fase di stabilizzazione del flusso, al fine di ottenere dei risultati sempre più crescenti nel tempo, bisogna introdurre incessantemente dei miglioramenti.

Lean Thinking nello studio dentistico: la filosofia del cambiamento radicale

Come accennavamo qualche rigo sopra, la filosofia del Lean Thinking trova applicazione anche nell’ambito sanitario. Essa mette al centro di tutto l’esigenza del paziente e l’obiettivo è quello di soddisfare al massimo le sue aspettative, ma allo stesso tempo bisogna evitare gli sprechi, migliorando di continuo il proprio modo di fare le cose.

Pertanto una strategia che si basi sui concetti di questa filosofia, deve letteralmente cambiare il modo di gestire lo studio dentistico, tenendo conto delle aspettative molto alte del paziente il quale, in genere, quando si rivolge al dentista necessita di:

– una diagnosi che sia in grado di individuare in modo corretto le sue problematiche e di trovare le soluzioni, evitando le urgenze;

– ridurre al massimo i costi a suo carico;

– massimizzare il tempo in ogni appuntamento, di attendere poco prima di essere sottoposto ad una visita e di avere la possibilità di recarsi in studio in un orario comodo.

Le componenti appena indicate concorrono a formare un servizio ad hoc, in grado di soddisfare le principali aspettative del paziente medio. Il compito del dentista consiste nel saper creare la giusta combinazione di tutti i fattori operativi e organizzativi che tengano conto delle esigenze del paziente.

Se l’odontoiatra riesce a migliorare l’organizzazione di ogni processo interno al suo studio, riduce anche gli sprechi che molto spesso non consentono al team di svolgere le proprie attività in modo coordinato e sereno.

La strategia del Lean Thinking, quindi, si basa sul ricorso a nuovi strumenti da utilizzare nel contesto di lavoro, spingendo il titolare dello studio ad un’analisi di ogni fatto gestionale che accade, in modo tale da poter adottare dei metodi di lavoro più snelli e coerenti con le dinamiche del mercato di riferimento.